“I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo…”

pertiE’ con queste parole che l’allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, nel messaggio di fine anno agli Italiani del 31 Dicembre del ‘78, incitava i giovani ad armare il proprio animo di una fede vigorosa nei riguardi di una rinascita economica e sociale del nostro Paese.
Come possiamo interpretare il messaggio del Presidente alla luce dei giorni nostri? Da una parte ci sono loro, i ragazzi, e dall’altra un mercato del lavoro dove la “fede” di trovare un’occupazione si fa sempre più labile.
Secondo l’Istat, a Settembre la quota dei senza lavoro fra i 15 e i 24 anni è arrivata al 35,1%, in aumento dell’1,3% rispetto ad agosto e del 4,7% su base annua. Tra i giovani, le persone in cerca di lavoro sono 608 mila, il 10,1% della fascia d’età.
Non solo, secondo il XII Rapporto AlmaLaurea, i giovani laureati, ricolmi di speranze e rigonfi del titolo appena acquisito, non solo sono i più disoccupati ma sono anche i meno pagati.
Quali “Adulti” inseriti nel mondo del lavoro, abbiamo l’obbligo di trasmettere ai nostri ragazzi un messaggio di incoraggiamento evitando di affibbiare loro etichette di bamboccioni o schizzinosi, occorre essere un esempio di umiltà, bisogna insegnare loro un mestiere, essere aperti al confronto anche per correggere certi atteggiamenti da “primo della classe”.
La gara non è sempre del più veloce, ma per coloro che continuano a correre: le opportunità occupazionali ci sono, anche se, e soprattutto all’inizio, non è facile trovare un posto che sia al 100% compatibile con le competenze di studio acquisite e con le aspettative desiderate… l’obiettivo però è quello di non demordere, per crederci, sempre!

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