L’odio e la cattiveria su internet sono sempre più diffusi: “E’ colpa dell’anonimato online”, ha sentenziato qualcuno, poiché ci si nasconde dietro uno schermo con la convinzione di non essere mai identificati.
Esistono argomenti che, per loro stessa natura, si prestano di più alla discussione perché stimolano diverse opinioni, ma anche semplici discussioni possono generare espressioni di disaccordo che rischiano di trasformarsi in vere e proprie guerre verbali a suon di insulti, parolacce, minacce.
Si rimane molto amareggiati davanti alla violenza verbale che post innocui hanno involontariamente il potere di generare, una cattiveria che non guarda in faccia niente e nessuno e colpisce la persona una, due, tre volte.
Il web diviene allora un vero e proprio demone: utilizziamo la tecnologia per essere più taglienti, cattivi e distruttivi con lo scopo di annullare la vita altrui per dare un senso alla nostra.
Il poeta inglese Francis Quarles diceva che la rabbia può nutrirsi di te per un’ora, ma non giacere per una notte e che la continuazione della rabbia è l’odio e la continuazione dell’odio diventa cattiveria.
Cattivi si nasce o si diventa?
Lo psicologo inglese Simon Baron-Cohen ritiene che cattivi si nasce e che la cattiveria sia una malattia dovuta alla scarsa empatia, intesa come capacità di immedesimarsi in un’altra persona per comprenderne a pieno il suo stato d’animo.
Quando si parla di empatia, è anche importante considerare i fattori esterni che possono compromettere notevolmente la capacità empatica.
Cattivi allora si diventa perché non si è stati amati “abbastanza” e chi non ha ricevuto la giusta dose di amore non è capace di amare neanche se stesso, dunque soffre e fa soffrire.
Ryū Murakami diceva che la cattiveria proviene da un vuoto dentro di noi che sembra scavato con il coltello, un vuoto in cui si rimane abbandonati quando qualcosa di molto importante ci viene strappato via.
Quello che dovremmo imparare a fare è lavorare sui nostri vuoti per rendere piene le nostre vite…solo così non passeremmo un’intera vita a cercare di distruggere il prossimo, calpestando ogni valore, qualsiasi morale e persino la propria dignità…non solo nella realtà, ma anche sul web.
Riferimenti bibliografici
“Bullismo sul web: Viaggio tra la sensibilità e la cattiveria umana” di Elisa D’Ospina
“Cattiveria, gelosia e invidia” di Roberto Ercolani
“Che cos’è la cattiveria” di Silvia Ross
Articolo molto interessante che mi piacerebbe approfondire. Essendo un argomento “nuovo” mi chiedevo se ci fossero delle pubblicazioni approfondite sul tema “Cattiveria e violenza sul web”: saggi, studi sociologici e psicologici sull’argomento. Mi piacerebbe saperne di più