Il lunedì è il giorno dedicato ai miei Amici di strada. Chi sono? Antonio che ci accompagna durante la nostra ronda, Marius con le sue cartoline di auguri, Lucia alla ricerca di una stabilità economica e Rosa che vorrebbe una sua serenità emotiva…e altri, tanti, ognuno con la propria storia, ciascuno pronto a regalarti uno spaccato di vita.
Stavolta però non vorrei parlare delle loro storie ma di chi invece “lavora” dietro le quinte consentendoci di arrivare in centro con le nostre buste cariche di cibo.
Vi parlo di Alì, che da tre anni a questa parte regala a me e ai miei Amici cassette di frutta. Viene dall’Egitto, è musulmano (in questo clima di intolleranza, mi piace sottolinearlo), Emanuele e Alice con le loro straordinarie pizze e Fabio con i suoi ottimi dolci.
Il mio grazie va a tutti loro e alle persone che instancabilmente non smettono di aiutarci.
Questa sera purtroppo è accaduta una cosa diversa!
Gli Amici continuano ad aumentare, e quando ci sono particolari esigenze (un nostro Amico era stato appena dimesso dall’ospedale), con una mano sul cuore, spiegando:
1. Chi sei;
2. Cosa fai;
3. Cosa ti spinge a chiedere il loro aiuto;
Ti rivolgi al primo ristoratore per chiedere del riso in bianco: “No Signò, vada alla trattoria qui dietro!”, al secondo: “Non posso farvelo, una volta ci hanno multato!” e infine al terzo, che ad una cifra che non sto qui a riportare, ce lo incarta in una vaschetta con la promessa che da lì a 10 anni anche lui si sarebbe dedicato ad opere di bene!
Vorrei chiedere a quei signori: “Non vale forse di più un atto d’amore e generosità che quella vaschetta di riso?” Siamo al centro di Roma, non in qualche favelas brasiliana dove credo, e ne sono convinta, la gente non avrebbe avuto problemi a condividere anche quel poco che ha!
Adriana Biase