Ho appena terminato di leggere il breve saggio di Spencer Johnson “Chi ha spostato il mio formaggio?”, un racconto che fa comprendere ai lettori l’importanza e il valore del cambiamento.
I 4 protagonisti del libro vivono nel “Labirinto” e sono alla ricerca di un “Formaggio”, fonte di nutrimento e gioia.
Il “Formaggio” rappresenta la metafora di quello che vorremmo avere dalla vita: una serenità d’animo, un lavoro soddisfacente, una solida relazione d’amore, una stabilità economica. Il “Labirinto” invece è la vita di tutti i giorni con il suo cammino a volte lineare, a volte tortuoso.
I personaggi devono fronteggiare dei cambiamenti inattesi, abbandonare vecchie convinzioni, affrontare nuovi percorsi, lasciare la strada vecchia, pertanto certa, per una nuova, della quale si conosce ben poco.
La paura verso qualcosa di ignoto a volte è positiva, ma se la paura è così forte da impedire qualsiasi iniziativa allora è negativa.
Occorre accettare nella nostra vita una certa dose di rischio e di avventura, se siamo disposti a vivere così, il cambiamento perde il suo aspetto spaventoso: quando ci svuotiamo di queste paure possiamo finalmente sentirci liberi e non più intrappolati nella gabbia effimera di certezze e sicurezze che credevamo di possedere.
Darwin affermava che “Non è la specie più forte quella che sopravvive e neppure la più intelligente. Sopravvive la specie che si adatta più velocemente al cambiamento”.
Come scrive Ridolino, uno dei protagonisti: “Se non cambi, rischi di scomparire”!
Quello che dovremmo fare è cercare di accogliere il cambiamento come opportunità, comprendendo 3 semplici lezioni:
1) Il maggior freno al cambiamento è in noi stessi;
2) Le cose non migliorano se non cambi te stesso;
3) C’è sempre nuovo formaggio là fuori, che tu ci creda o no.