La mente ha in sé inferno e paradiso

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John Milton in Paradiso Perduto: “La ‪‎mente ha in sé la propria dimora e in sé può fare di un inferno il paradiso e del paradiso un inferno”.

Impariamo ad usare la mente per separare il dolore dal non dolore, a dare il “giusto” valore alle cose, a comprendere certi nostri meccanismi di funzionamento, a “verbalizzare” le nostre emozioni, a costruire quello che fino ad oggi non avevamo nemmeno considerato aprendoci verso nuove possibilità.

Riscopriamo la bellezza del coltivare interessi, passioni, amicizie, amori, preparando il terreno e lasciando ad ogni seme il tempo necessario per germogliare.

Coltivare i semi delle nostre potenzialità affinché diventino frutti!

Ma cosa intendiamo per potenzialità?

Ciò che siamo ma che ancora non sappiamo, la nostra motivazione al cambiamento, la certezza che, modificando anche un piccolo aspetto della nostra esistenza, ci sia per noi l’opportunità di poter vivere finalmente liberi dalle nostre gabbie fatte di paure, incertezze e condizionamenti.

 

Adriana Biase

La Vita è integrità e rottura insieme, perché è ri-composizione costante ed eterna

kintsugi-2Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro.
Essi credono che quando qualcosa ha subito una ferita ed ha una storia, diventa più bello.
Questa tecnica è chiamata “Kintsugi.”

Oro al posto della colla. Metallo pregiato invece di una sostanza adesiva trasparente.
E la differenza è tutta qui: occultare l’integrità perduta o esaltare la storia della ricomposizione?
Chi vive in Occidente fa fatica a fare pace con le crepe.
“Spaccatura, frattura, ferita” sono percepiti come l’effetto meccanicistico di una colpa, perchè il pensiero digitale ci ha addestrati a percorrere sempre e solo una delle biforcazioni: o è intatto, o è rotto. Se è rotto, è colpa di qualcuno.
Il pensiero analogico -arcaico, mitico, simbolico- invece, rifiuta le dicotomie e ci riporta alla compresenza degli opposti, che smettono di essere tali nel continuo osmotico fluire della vita.
La Vita è integrità e rottura insieme, perché è ri-composizione costante ed eterna. Rendere belle e preziose le “persone” che hanno sofferto……questa tecnica si chiama “amore”.
Il dolore è parte della vita. A volte è una parte grande, e a volte no, ma in entrambi i casi, è una parte del grande puzzle, della musica profonda, del grande gioco. Il dolore fa due cose: Ti insegna, ti dice che sei vivo. Poi passa e ti lascia cambiato. E ti lascia più saggio, a volte.
In alcuni casi ti lascia più forte.
In entrambe le circostanze, il dolore lascia il segno, e tutto ciò che di importante potrà mai accadere nella tua vita lo comporterà in un modo o nell’altro.

I giapponesi che hanno inventato il Kintsugi l’hanno capito più di sei secoli fa e ce lo ricordano sottolineandolo in oro.