“Mentre tu hai una cosa, questa può esserti tolta. Ma quando tu la dai, ecco, l’hai data. Nessun ladro te la può rubare. E allora è tua per sempre”

se“Chi c’è? Cosa portate”? L’email del Sabato arriva puntuale preannunciando il nostro appuntamento ormai fisso del Lunedì alle 20:00 sotto le Generali di Piazza Venezia.
Ci siamo NOI, i volontari, e LORO, i nostri amici di strada (ma se tu vuoi puoi chiamarli senzatetto, barboni, homeless, clochard), ognuno con la sua storia, così lontani dal nostro mondo eppure così vicini.
Arriviamo con le nostre buste cariche di cibo e bevande, mi riconoscono: “Come stai? Ma ci vai al mare? Sei bianchissima, vedi me, ad aspettare l’autobus sotto il sole di Roma ci si abbronza!”. E ancora: “Hai visto al cinema L’ultima offerta? Hai letto il Gattopardo? E la cipolla di Tropea, l’hai mai mangiata”?
Le domande, le più bizzarre, le più curiose per stabilire un contatto, una comunicazione, perché non è di solo cibo che si nutrono, sono affamati di attenzione, ascolto, comprensione.
Loro, gli emarginati, quelli da evitare perché chiedono l’elemosina ad un angolo della strada, quelli che si vestono male, quelli di cui avere paura perché nell’immaginario collettivo possono derubarti, picchiare e chissà cos’altro.
Eppure, se ti accosti e ascolti quanto hanno da dire, non sono così distanti da te: G* aveva un lavoro e una casa al Pigneto, S* una famiglia in Puglia, gli amici russi rincorrevano il sogno di trovare un lavoro in Italia, M*ha lasciato la sua famiglia perché lì non ci voleva più stare.
Sono solo più sfortunati o fortunati di noi? Dipende da quale punto di vista guardi il mondo!
Quello che so è che vivono alla giornata: ci sono quelle SI, dove trovare un libro a un lato del cassonetto, un foulard per strada o un cappello dimenticato su un tavolino dal malcapitato turista fa gridare alla fortuna e quelle NO per le troppe notti trascorse al freddo, per quel momento di vita passata che riemerge e, bussando timidamente alla coscienza,  ti fa ricordare chi eri e cosa facevi…
Mi attardo ad ascoltare le loro storie, ti affascinano, ci starei le ore ma vengo subito richiamata all’ordine perché il giro è lungo e altri amici ci aspettano!
E allora, ripenso alle parole di Joyce che diceva: “Mentre tu hai una cosa, questa può esserti tolta. Ma quando tu la dai, ecco, l’hai data. Nessun ladro te la può rubare. E allora è tua per sempre”…. ogni lunedì, dopo una giornata di lavoro e dopo due ore di ronda, faccio ritorno a casa, svuotata nel fisico ma ricolma nel cuore, perché, essere una volontaria non vuol dire solo regalare parte del tuo tempo ma donare amore a chi in quel momento ha bisogno semplicemente che tu ci sia per quel sorriso e per quella stretta di mano!

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