“Se mi lasci ti cancello” è il titolo italiano del film “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” girato da M. Gondry nel 2004: il film racconta la storia di Joel (J. Carrey), lasciato dalla fidanzata Clementine (K. Winslet) al termine dell’ennesima lite dopo aver vissuto una bella, quanto complessa, storia d’amore. La soluzione migliore per liberarsi dal dolore sembra essere per Clementine quella di cancellare Joel dalla sua memoria.
A tal fine si rivolge ad un centro medico specializzato che ha brevettato una tecnica rivoluzionaria attraverso la quale è possibile liberarsi dai ricordi indesiderati. In un’unica seduta, Joel e la storia d’amore vissuta scompaiono dai ricordi di Clementine. Gli amici rivelano a Joel ciò che ha fatto Clementine. Il rimpianto, il dolore e la rabbia fanno sì che anche Joel decida di sottoporsi allo stesso trattamento. Per quanto ricominciare da zero sia una scelta coraggiosa, la memoria resta ed è un rifugio altrettanto irrinunciabile e Joel rifiuta l’“infinita letizia della mente candida” perché non riesce e non vuole separarsi dal ricordo di Clementine. Il processo cui si sottopone diventa dunque una gabbia dalla quale cercherà disperatamente di fuggire.
Il film affronta in modo originale una serie di interrogativi molto profondi: è giusto cancellare dalla memoria le proprie esperienze, anche quelle più dolorose? La frase di Nietzsche, pronunciata da uno dei personaggi secondari, “Beati gli smemorati perché avranno la meglio anche sui loro errori” è proprio così vera? Siamo sicuri che una “mente candida” sia garanzia di felicità?
Proprio i ricordi sono il tema portante della storia raccontata: possono essere considerati non solo come una zavorra che appesantisce e causa sofferenza, ma anche come un bagaglio unico di esperienze, tristi e belle che siano, comunque insostituibili.
Provate ad immaginare che sia passato del tempo e che il dolore si sia assopito: che cosa vi dispiacerebbe aver perso di voi oltre ai ricordi legati a quella storia che vi ha fatto soffrire? Tutte le battaglie nella vita servono a insegnarci qualcosa, anche quelle che appaiono perdute.
Adriana Biase