La Vita è integrità e rottura insieme, perché è ri-composizione costante ed eterna

kintsugi-2Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro.
Essi credono che quando qualcosa ha subito una ferita ed ha una storia, diventa più bello.
Questa tecnica è chiamata “Kintsugi.”

Oro al posto della colla. Metallo pregiato invece di una sostanza adesiva trasparente.
E la differenza è tutta qui: occultare l’integrità perduta o esaltare la storia della ricomposizione?
Chi vive in Occidente fa fatica a fare pace con le crepe.
“Spaccatura, frattura, ferita” sono percepiti come l’effetto meccanicistico di una colpa, perchè il pensiero digitale ci ha addestrati a percorrere sempre e solo una delle biforcazioni: o è intatto, o è rotto. Se è rotto, è colpa di qualcuno.
Il pensiero analogico -arcaico, mitico, simbolico- invece, rifiuta le dicotomie e ci riporta alla compresenza degli opposti, che smettono di essere tali nel continuo osmotico fluire della vita.
La Vita è integrità e rottura insieme, perché è ri-composizione costante ed eterna. Rendere belle e preziose le “persone” che hanno sofferto……questa tecnica si chiama “amore”.
Il dolore è parte della vita. A volte è una parte grande, e a volte no, ma in entrambi i casi, è una parte del grande puzzle, della musica profonda, del grande gioco. Il dolore fa due cose: Ti insegna, ti dice che sei vivo. Poi passa e ti lascia cambiato. E ti lascia più saggio, a volte.
In alcuni casi ti lascia più forte.
In entrambe le circostanze, il dolore lascia il segno, e tutto ciò che di importante potrà mai accadere nella tua vita lo comporterà in un modo o nell’altro.

I giapponesi che hanno inventato il Kintsugi l’hanno capito più di sei secoli fa e ce lo ricordano sottolineandolo in oro.

Ogni lasciata non è mai persa…

aa“Ciao Paolo, come stai”? Nei suoi occhi un velo di tristezza e così inizia a raccontare: “Non sto passando un bel momento, due mesi fa è finita la storia con la mia ragazza, una storia di 6 anni in cui ne abbiamo passate tante ma insieme le abbiamo sempre affrontate e superate. Non ora, non questa, perché oggi ci siamo IO e il mio DOLORE…in questo periodo non l’ho cercata, non perché il non farmi sentire l’avrebbe fatta tornare da me, ma perché non chiamarla mi avrebbe fatto stare meglio”.

Succede sempre così…

Ogni separazione in quanto tale non è mai un evento piacevole. Vi è sempre una tristezza insita nel lasciare andare le persone, ma quando la “lealtà” nel mettere fine a un rapporto che non ha più la forza, l’amore e senso di esistere è la fonte ispiratrice dell’altrui agire, si può provare a lenire quell’amarezza nella convinzione che quella scelta sia stata fatta per un bene più alto e responsabile.

Ora guardati, forse oggi nulla ti sembra chiaro, ma è da qui che devi ricominciare. Tutto dipende da TE.
L’amore non va a comando, o c’è o non c’è, e non possiamo aggrapparci a flebili speranze, è giunto il momento di “prendere” oltre che a “dare”. Questo è il momento di riscuotere, questo è il momento di recuperare il credito accumulato. Nessuna colpa, nessun biasimo, non chiediamo a noi stessi più di quanto abbiamo fatto fino a questo momento. E’ il momento di rinascere, è il momento di metterci al centro di tutto e un giorno ci verrà più naturale non amare chi non ci ama, non essere presente per chi è assente per noi, non aspettare chi non c’è.

Hai ragione, “Oggi ci sono IO”, ho scoperto una passione che non credevo di avere, ho iniziato ad uscire e conoscere gente nuova e questo mi aiuta a non pensare a Lei continuamente e da questo trarrò la forza per rinascere.

In quel Oggi ci sono IO” ho visto una grande fiducia in quel cammino di riscoperta di se stessi e delle proprie potenzialità. Cambiare e andare avanti, per quanto difficile, resta l’unica scelta da fare.

Forza Paolo, ce la farai, ogni lasciata non è mai persa!

Adriana Biase