I NO che aiutano a crescere!

imagesUna delle più grandi e diffuse paure è quella di essere rifiutati.

Il rifiuto è in grado di abbatterci in modo significativo, specialmente quando stiamo riponendo tutti i nostri sforzi e le nostre speranze verso il raggiungimento di un qualcosa che ci sta fortemente a cuore.

Dietro a ogni rifiuto c’è sempre una motivazione, condivisibile o meno: la nostra richiesta non convince, non soddisfa i bisogni dell’altro, non viene totalmente compresa.

Ciò che dobbiamo imparare è che è impossibile evitare il rifiuto in quanto è parte integrante del nostro processo di crescita nel lavoro, nelle relazioni sentimentali, e così via.

Ad esempio, quando approcciamo qualcuno, in quel momento stiamo aprendo noi stessi al mondo, per cui un eventuale rifiuto ci trasmette la sensazione che in quel momento siamo noi come persone ad essere rifiutate. Questo è il motivo per cui quando veniamo respinti tendiamo inevitabilmente a prendercela a livello personale: ci domandiamo se non ci sia qualcosa di sbagliato in noi e se valiamo abbastanza. Tutto ciò ha un grandissimo impatto sulla nostra autostima in quanto ci fa fortemente dubitare di noi stessi.

Di fronte a un rifiuto dobbiamo imparare ad assumere una prospettiva diversa e a considerare quel “No” come un rifiuto a una nostra richiesta e non alla nostra persona.

Una richiesta è semplicemente espressione della propria persona e dei propri pensieri, è un’entità distinta e non sovrapponibile alla totalità come individuo.

E’ molto raro che un rifiuto venga indirizzato a livello personale. Normalmente un rifiuto si riceve quando i bisogni o le esigenze dell’altro non combaciano con la nostra richiesta, non con noi.

Chiamandoci fuori dall’equazione “rifiuto di una nostra idea = rifiuto della nostra persona”, realizzeremo che gran parte delle nostre risposte emozionali di fronte a un rifiuto sono per lo più ingiustificate e non necessarie.

E solo quando il rifiuto diverrà un nostro alleato, saremo capaci di vivere la nostra vita in maniera autentica e consapevole: il nostro agire non sarà più il frutto di una non azione o di una reazione agli eventi in quanto saremo noi capaci di guidarli e viverli intensamente.

Adriana Biase