“Ho smesso di contare le volte in cui,
arrivata alla seconda riga,
ho cancellato e riscritto tutto nuovamente.
Cercavo un inizio ad effetto,
qualcosa di poetico e vero allo stesso tempo,
qualcosa di grandioso, ma agli occhi.
Non ci sono riuscita.
Poi ho capito,
ricordando ciò che non avevo mai saputo:
che per i grandi cuori
che muoiono nel corpo
ma che continuano a battere nel respiro della notte,
non ci sono canoni o bellezze regolari,
armonie esteriori,
ma tuoni e temporali devastanti
che portano ad illuminare un fiore,
nascosto,
di struggente bellezza.”
Frida Kahlo
Una vita travagliata quella di Frida Kahlo segnata da un terribile incidente in autobus che la costringe a letto per diverso tempo e durante il quale mette su tela non i suoi “sogni ma la realtà”. Così quello specchio appeso al soffitto dove potersi guardare mentre era distesa nella solitudine della sua stanza e i colori, regalatele dalla famiglia durante la sua degenza, le indicarono la via della salvezza: “Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio…dipingo i fiori per non farli morire.”