Credi davvero che siano sempre le persone a deluderci?

500 days of summer

Forse siamo noi a sopravvalutarle, a immaginarle diverse da quello che effettivamente sono. Loro sono quello che sono sempre state, siamo noi a renderle più accattivanti ai nostri occhi perché in fondo quello che vediamo non ci piace poi così tanto.

Ci vuole un po’ a capirlo, ma quando saremo in grado di vedere le cose effettivamente per quello che sono, comprenderemo come sono state le nostre aspettative ad essere deluse e non le persone.

Un’aspettativa è sempre legata a una richiesta che, direttamente o indirettamente, facciamo all’altro: “Stammi vicino”, “Sii comprensivo”, “Non farmi male”.

Una richiesta di un nostro bisogno che chiede di essere soddisfatto: ma è il nostro e non quello dell’altro che non sempre è in grado di cogliere e quindi accogliere la nostra richiesta. Di fronte a questo rifiuto, ci sentiamo non compresi, svalutati.

Una richiesta è un’entità distinta non sovrapponibile alla nostra totalità, al nostro essere: ci domandiamo se non ci sia qualcosa di sbagliato in noi e se valiamo abbastanza. Tutto ciò ha un grandissimo impatto sulla nostra autostima in quanto ci fa fortemente dubitare di noi stessi.

Dobbiamo imparare a confinare il rifiuto nello spazio circoscritto della richiesta, non ritenerlo un nemico da abbattere ma una risorsa che ci aiuterà a vivere in maniera più consapevole e autentica la nostra esistenza e quella delle persone che ci circondano.

Quello che domandiamo all’altro non è qualcosa che vorremmo e quindi potremmo chiedere a noi stessi?

Adriana Biase