Il termine MALATTIA deriva da MAL A’ DIR, ovvero, fare fatica a dire.
Il corpo diventa quindi lo specchio che permette all’anima di affermare ciò che il malato non riesce a esprimere.
La malattia non è altro che parola inespressa, e infatti la quasi totalità delle malattie psico-somatiche che dilagano in questi tempi, dall’ansia alla depressione, non sono che manifestazione di tutte quelle energie che, anziché esprimere, abbiamo per qualche ragione, e spesso per anni, represso e soffocato.
La malattia diventa quindi l’ultima risorsa cui l’anima attinge per affermare la sua esistenza e le sue esigenze. (Manuele Dalcesti)
Il nostro corpo è il “palcoscenico”, gli organi i nostri “attori”, i sintomi sono le nostre “storie”.
Ascoltare e comprendere il linguaggio dei sintomi significa portarli in “superficie”, alla “luce”, cioè alla coscienza e quindi renderli superflui.
Integrare consapevolmente ciò che manca ci rende sani e quindi integri. (Thorwald Dethlefsen & Ruediger Dahlke)
