Alla scoperta dell’Inconscio

Iceberg - Inconscio - Freud

Iceberg – Inconscio – Freud

L’inconscio fu teorizzato per la prima volta da Cartesio, Locke e Leibniz. Sigmund Freud, padre della Psicoanalisi, fu il primo a capire il collegamento dell’inconscio con i disagi psicologici, emozionali e mentali.

Freud ha paragonato la mente ad un iceberg:  la parte che emerge dall’acqua è la mente conscia, mentre la parte sommersa, che è molto più grande ed è nascosta, rappresenta l’inconscio. Quello che normalmente vediamo dell’iceberg è solo la parte che emerge dall’acqua, quella su cui soffiano i venti, ma al di sotto di essa si trova una parte molto più grande su cui spingono le correnti del mare e di cui non siamo consapevoli. Della parte sommersa ne abbiamo solo un assaggio durante i sogni, i lapsus, ma normalmente essa non è accessibile alla coscienza.

Come si può osservare dall’immagine, l’inconscio è la sede delle emozioni, degli istinti, degli affetti, dei sentimenti, delle tendenze innate, delle passioni: tutto ciò che siamo, facciamo e pensiamo è quindi manovrato dal nostro inconscio.

Dentro di noi c’è quindi una parte, quella profonda, che detta le nostre emozioni, che non crede importante che tutto scorra liscio. Possiamo divenire bersaglio e preda di questa nostra parte profonda che ci fa sperimentare situazioni spiacevoli, che ci fa vivere esperienze difficili ma significative: nulla succede a caso, tutto ciò che ci accade, interiormente ci parla di noi e in qualche modo ci riporta a noi.

Serve desiderio di conoscersi davvero in tutto ciò che si è, interiorità compresa, per trovare unità e integrità con noi stessi: solo se impariamo a dialogare con l’inconscio possiamo scoprire la nostra parte più intima e usarla a nostro vantaggio.

Adriana Biase

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