Luisa: “Perché ad un certo punto si ha bisogno di “appartenere” ad un luogo, con le sue persone e con tutto ciò che fa di esso la nostra casa. A volte il bisogno di “volare” via a cercare sempre un altrove non è che il sintomo malcelato di un malessere che non passa in nessun luogo. Costruire delle relazioni stabili, in famiglia e fuori, e coltivarle e mantenerle è appagante e arricchisce…”
Adriana: “Nulla di più vero, sin da piccoli abbiamo bisogno di sviluppare il nostro senso di appartenenza e a tal fine abbiamo il “dovere” di rendere il nostro ambiente un posto sicuro dove potere crescere e maturare. Restare fermi anche quando si ha la consapevolezza di vivere in un posto che non sentiamo più nostro, che non ci appaga, ecco, ciò diviene l’alibi di chi non è disposto a investire sulla propria crescita personale, sulle relazioni, sul mondo che lo circonda. Quando decidiamo di restare incastrati in certe situazioni che ci rovinano l’esistenza, è lì che dovremmo almeno provare a spiegare le ali e, con impegno e costanza, provare a costruire una nuova consapevolezza, inventare un nuovo presente, gettare le basi del nostro futuro. E’ su questo che siamo chiamati a riflettere.”
Ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi osa impara a volare!
Adriana Biase

