I dieci errori da evitare se vuoi scrivere un CV efficace

Il curriculum vitae è il tuo principale biglietto da visita, è la prima cosa che i selezionatori vedono di te. Contiene tutte le informazioni riguardanti la tua formazione, le esperienze professionali, le competenze, le capacità e gli interessi coltivati nel tempo.

Un buon curriculum ha come obiettivo quello di fornire al Recruiter di un’azienda le informazioni necessarie per far sì che ti chiami a sostenere un colloquio di lavoro. Il selezionatore ha solo pochi minuti per leggere il tuo CV, quindi, hai poco tempo per interessarlo.

Come HR Manager del Gruppo K2, provo a raccontarti i 10 errori da evitare nello scrivere il tuo Curriculum Vitae.

Vediamoli assieme:

 #1 Sbagliare i dati anagrafici e non inserire i propri contatti 

I dati anagrafici ti identificano e per questo devono essere scritti in modo completo, preciso e chiaro.

Un errore frequente è non scrivere tutti i dati anagrafici dimenticando di citare l’anno di nascita o il luogo.

Non c’è cosa più sbagliata!

È necessario scrivere il proprio nome, cognome, la data ed il luogo di nascita, nazionalità, residenza/domicilio, cellulare ed e-mail personale. Solo citandoli tutti puoi considerare il tuo profilo personale completo!

L’e-mail ed il numero di telefono sono essenziali per poter essere contattato in caso di interesse da parte del selezionatore.

#2 Allegare una fotografia inadeguata

Nei Paesi europei, ad eccezione di quelli anglosassoni, in particolare Regno Unito, Stati Uniti e Canada, dove la foto è considerata un elemento fortemente discriminante, i selezionatori si aspettano un CV con foto, ma questa però, deve essere scelta con cura.

La foto è la prima immagine che i recruiters hanno di te, per questo, scegli una foto professionale, evita di ritagliarla da foto di gruppo o che sia un selfie.

È importante utilizzare una foto aggiornata che mostri il tuo aspetto attuale; lo sfondo della foto deve essere neutro: il tuo viso è l’unico protagonista della foto, insieme ad un sorriso naturale!

Il formato giusto è quello da mezzobusto.

#3 Commettere errori di grammatica, ortografia o battitura

Rileggere il proprio CV prima di inviarlo è importante tanto quanto scriverlo.

La seconda lettura ti permette di focalizzarti sulle singole informazioni evitando errori di battitura, ortografia o scivoloni grammaticali che di tanto in tanto ingannano.

#4 Mentire sulle passate esperienze formative e professionali

I recruiters non si possono ingannare!

Dopo aver ricevuto la tua candidatura o, talvolta, dopo il colloquio controllano dai social (es. LinkedIn) le tue esperienze lavorative, quindi quelle “costruite per l’occasione” si riconoscono e rischiano di far crollare la tua credibilità professionale.

#5 Essere troppo stringati o prolissi nella descrizione delle varie attività

Le aziende ricevono centinaia di curricula al giorno ed i selezionatori dedicano ad ogni CV solo pochi minuti.

Tu, quindi, hai al massimo due pagine per raccontare chi sei, cosa hai fatto e perché vuoi quel lavoro.

L’istruzione, le esperienze passate e le competenze devono essere delineate in modo dettagliato ma conciso. Descrizioni troppo lunghe rischiano di far disperdere le informazioni centrali; al contempo le descrizioni troppo sintetiche risultano incomplete.

Bisogna saper descrivere bene le mansioni eseguite e le competenze acquisite in poco spazio!

#6 Attribuirsi competenze che in realtà non si possiedono

“Non puoi essere ciò che non sei!”

Ricorda che i recruiters durante il colloquio indagano sulle tue competenze e riescono ad individuare quelle che fingi di possedere.

Ma soprattutto: Sei sicuro di volere un lavoro per cui non hai le giuste competenze?

 Il lavoro giusto per te è quello cucito su misura per te!

#7 Dimenticare di scrivere una lettera di presentazione via email

Inviare il CV è il passo più importante per candidarsi, ma non è l’unico. Accompagnare il CV con una lettera di presentazione, infatti, rende la candidatura completa ed efficiente.

Cosa scrivere nella lettera di presentazione?

Il consiglio è quello di descrivere chi sei, cosa fai, cosa hai studiato, cosa vuoi fare e, soprattutto, perché ti proponi per quel lavoro. Quest’ultimo è il punto più interessante ed apprezzato della lettera.

#8 Avere una sola lettera di presentazione per qualsiasi offerta di lavoro

L’invio compulsivo di lettere di presentazione identiche allegate ai CV e destinate ad aziende differenti non è un buon metodo per interessare i recruiters.

Ogni azienda è un unicum e per questo è importante scrivere una lettera di presentazione personalizzata per ogni offerta di lavoro per cui ti proponi.

#9 Indicare sul CV i passati compensi

L’elenco delle esperienze passate non comprende i compensi ricevuti.

Lo stipendio passato è un dettaglio non solo inutile ma anche dannoso, perché può comunicare un messaggio sbagliato.

Il CV, infatti, è un documento finalizzato a mostrare le tue capacità ed esperienze. Del compenso si discute durante il colloquio.

#10 Dimenticare di prestare il “Consenso al Trattamento dei dati personali 

L’autorizzazione al trattamento dei dati consente immediatamente, al datore di lavoro, di usare i tuoi dati personali per contattarti per un colloquio oppure di conservarli per future selezioni.

Insomma “Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nel mio curriculum vitae in base all’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 e all’art. 13 GDPR 679/16.” È la formula magica che ti permetterà di avere un colloquio per il lavoro dei tuoi sogni!

Ora che sapete cosa non scrivere: buona scrittura!

Adriana Biase – HR Manager presso il Gruppo K2

“Conosco delle barche”: la bellissima poesia di Jacques Brel

Conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.
Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.
Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.
Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.
Conosco delle barche che si graffiano un po’
sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.
Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.
Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.
Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.

Jacques Brel