Comunicazione: le 12 barriere da abbattere

comunicazioneGordon descrive 12 atteggiamenti che devono essere evitati per non rischiare di interrompere la comunicazione e danneggiare la relazione:

1. ordinare, esigere: spesso nell’obbligare qualcuno a fare qualcosa non si tengono in considerazione i suoi sentimenti. Ricevere ordini può suscitare rabbia e ostilità; inoltre il rischio del dare ordini è di proporre comportamenti non adeguati per quel soggetto;

2. minacciare: davanti a una minaccia il ricevente spesso contrattacca, o può aver paura di perdere l’aiuto di cui ha bisogno e sottomettersi. La paura riduce la fiducia nella relazione e la motivazione ad affrontare e superare i problemi;

3. fare la morale: l’invito a seguire determinati obblighi, imponendo una morale può portare alla diminuzione dell’autostima, della fiducia in se stessi e sensi di colpa;

4. dare soluzioni già pronte: fornire la soluzione a un problema piuttosto che stimolare la ricerca della propria soluzione, può comunicare all’altro che non si ha alcuna fiducia nelle sue capacità. Questo rischia di portare alla dipendenza e alla sfiducia in se stessi e non permette di sviluppare la propria autonomia;

5. persuadere con argomentazioni logiche: se nella valutazione dell’operato di una persona e nel dirgli cosa deve fare non si tengono in considerazione i suoi sentimenti la si può far sentire offesa e umiliata;

6. giudicare, disapprovare, criticare: le critiche, i giudizi negativi e di disapprovazione possono danneggiare molto l’immagine personale dell’altro;

7. fare complimenti e approvare immeritatamente: i complimenti immeritati, così come le critiche, possono ferire la persona che li riceve e che li sente non corrispondenti all’immagine di se, percependoli come falsi;

8. umiliare, ridicolizzare: tutti i messaggi che umiliano o ridicolizzano la persona sono offensivi;

9. interpretare, diagnosticare, analizzare: è bene evitare di interpretare i comportamenti e i messaggi della persona per evitare di farla mettere sulla difensiva (se si interpreta correttamente) o farla sentirsi incompresa (se si sbaglia);

10. consolare, minimizzare: minimizzare un problema per consolare l’altro può farlo sentire non compreso;

11. schivare il problema e cambiare argomento: se il problema viene schivato la persona può pensare che l’altro non la consideri importante, né consideri importanti i suoi sentimenti;

12. informarsi, interrogare: se nella relazione il soggetto si sente sottoposto a un interrogatorio, può sentire l’altro troppo invadente e tendere a chiudersi in se stesso e a non partecipare alla comunicazione.

Quale attui più spesso? E quale odi subire?

Bibliografia

Mauri, A., Tinti C.,(2002). Formare alla comunicazione. Percorsi di gruppo per lo sviluppo di relazioni efficaci nelle professioni educative, sociali e sanitarie, Erickson, Trento 2002, 75).

Infinitely Polar Bear: quando l’amore resiste, più forte di tutto!

tenBoston, 1978. Cam Stuart è affetto da un disturbo bipolare in cui a periodi di depressione e apatia si alternano periodi di maniacalità. Alterazione di umore, impeti di autostima e impennate di iperattività e loquacità (ma anche di irritabilità) alternati a fasi di abbattimento autodenigratorio.

Cam è sposato con Maggie, la donna che ama e da cui ha avuto due bambine, Amelia e Faith.  Maggie viene accettata alla Columbia University e sarà costretta a trasferirsi a New York per frequentare un master.

Nel corso dei successivi 18 mesi, mentre Maggie si affannerà a completare i suoi corsi, l’impacciato Cam imparerà a prendersi cura delle sue amatissime figlie, oltre che di se stesso: fumatore accanitissimo, riparatore di ogni oggetto, grande cuoco, discontinuo, fragile, irresponsabile, (il titolo originale, Infinitely Polar Bear, fa riferimento al suo disturbo bipolare), capace di tenerezze senza fine, oltre che di scatti di rabbia improvvisi e modi bruschi di rapportarsi con le bambine.

Cam uomo, marito e padre inaffidabile…eppure l’amore resiste, più forte di tutto.

Tratto da una storia vera, Teneramente folle è l’autobiografia dell’infanzia di Maya Forbes nella Boston degli anni ‘70, una storia divertente e commovente su come, a volte, in maniera del tutto inaspettata, genitori e figli possano arrivare a salvarsi a vicenda.