La Crisi

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La crisi segna la fine di un mondo sregolato, fatto di escort, di ostentazione, di fretta, di avidità. C’è bisogno di un nuovo bon ton: atteggiamenti e desideri nuovi, nuovi lavori, un nuovo modo di conversare, di condividere, di dare. Costringendoci a trovare un’economia sostenibile per le nostre tasche e i nostri umori, la crisi preferisce la gentilezza all’arroganza, la cultura al “farsi vedere”, il volontariato all’accumulo di guadagno, un buon libro a un ristorante di lusso, l’essenzialità agli eccessi. E ci impone una nuova eleganza, più luminosa, più autentica.
Ormai poveri, comportiamoci come si comportano, da sempre, i grandi ricchi: risparmiamo. Mettiamo in cassaforte l’unica cosa che non si svaluta: il sapere, il saper fare e la cultura. Impariamo l’arte del riciclo: in cucina, nel guardaroba, in casa, nel nostro rapporto con gli altri. Condividiamo. Dividiamo. Aiutiamo. Barattiamo. Indigniamoci con chi ha di più e non condivide. Indigniamoci con chi non vuol cambiare. Non abbandoniamoci all’arte della sopravvivenza. Inventiamo un altro modo di vivere. Educhiamo in un altro modo i nostri figli. Basta con la società della gratificazione istantanea. Buttiamo dalla finestra gli inutili e le inutilità. Un nuovo spirito si aggira per il mondo. Parla di collaborazione, di solidarietà, di valori etici più che economici, e infine rivede anche il concetto di eredità.
Arriva la crisi: meno soldi, più sorrisi.

Lina Sotis