“Di struggente bellezza”: la bellissima poesia di Frida Kahlo

“Ho smesso di contare le volte in cui,

arrivata alla seconda riga,

ho cancellato e riscritto tutto nuovamente.

Cercavo un inizio ad effetto,

qualcosa di poetico e vero allo stesso tempo,

qualcosa di grandioso, ma agli occhi.

Non ci sono riuscita.

Poi ho capito,

ricordando ciò che non avevo mai saputo:

che per i grandi cuori

che muoiono nel corpo

ma che continuano a battere nel respiro della notte,

non ci sono canoni o bellezze regolari,

armonie esteriori,

ma tuoni e temporali devastanti

che portano ad illuminare un fiore,

nascosto,

di struggente bellezza.”

Frida Kahlo

Una vita travagliata quella di Frida Kahlo segnata da un terribile incidente in autobus che la costringe a letto per diverso tempo e durante il quale mette su tela non i suoi “sogni ma la realtà”. Così quello specchio appeso al soffitto dove potersi guardare mentre era distesa nella solitudine della sua stanza e i colori, regalatele dalla famiglia durante la sua degenza, le indicarono la via della salvezza: “Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio…dipingo i fiori per non farli morire.”

Siamo tutti in grado di volare!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C’era una volta un re che ricevette in dono due magnifici falchi. Erano falchi pellegrini, i più belli che avesse mai visto. Diede i suoi preziosi falchi al capo falconiere affinché li addestrasse.

I mesi passarono e un giorno il capo falconiere informò il sovrano che solo uno dei due falconi volava maestosamente mentre l’altro uccello non si era mai spostato dal suo ramo sin dal giorno in cui era arrivato.

Il re convocò allora guaritori e stregoni da tutte le parti del mondo per guarire il falco ma nessuno riuscì a farlo volare.

Dopo aver provato tutti i rimedi possibili, proposti dalle decine di esperti arrivati da ogni luogo, senza peraltro ottenere alcun risultato utile, il re pensò che qualcuno con più familiarità alla campagna avrebbe potuto capire la natura del problema. Rivolgendosi ai suoi ministri gridò: “Andate e trovatemi un contadino!”

In mattinata, il re fu elettrizzato nel vedere il falco volare alto sopra i giardini del palazzo e disse ai membri della corte “Portatemi la persona che ha fatto questo miracolo!”

Ben presto il contadino fu condotto al cospetto del re che gli chiese: “Come hai fatto a far volare il falco?” Con il capo chino, il pover’uomo disse al re: “È stato molto facile, vostra Maestà. Ho semplicemente tagliato il ramo su cui l’uccello era poggiato.”

Cosa ci insegna questa storia?

Ognuno di noi nasce con un potenziale e ognuno di noi può scegliere se essere il falco che vola alto nel cielo o quello comodamente appollaiato sul ramo. Una cosa però è certa: siamo tutti in grado di volare.

In quanto esseri umani, noi abbiamo il potenziale per poter realizzare i nostri sogni, soltanto, a volte restiamo aggrappati al nostro ramo, ovvero, alla nostra zona di comfort dimenticando che solo chi osa impara a volare!

Adriana Biase